Viaggio in India. L'esperienza di Ivan BassoSarà pure il ragazzo terribile del ciclismo, ma Ivan Basso ha un cuore davvero grande. Non si sente un ambasciatore della solidarietà, ma solo una delle tante persone fortunate nate dalla parte “giusta” del mondo. Un uomo qualunque che ha deciso di intraprendere al fianco di Intervita un viaggio alla scoperta di un’infanzia negata. «Mi sento semplicemente un testimone di come ognuno di noi possa contribuire, con le proprie possibilità, a costruire un mondo di migliori opportunità». Quello di Ivan è stato un viaggio faticoso, non tanto per la stanchezza fisica facilmente sopportabile da un atleta come lui, ma per quel turbinio di emozioni che l’hanno assalito senza tregua pesando sul suo cuore e i suoi pensieri. Destinazione Pune, la sede di importanti progetti di Intervita a favore dei bambini di strada orfani che vivono negli slums, baracche senza acqua potabile in cui le pessime condizioni igieniche favoriscono il rapido diffondersi delle malattie.
Prima tappa del viaggio è stata la scuola materna ed elementare Intervita Utkarsh Shishkan Kendra dove Ivan ha incontrato il cuore dei progetti educativi di Intervita: gli insegnanti. Veri e propri eroi che vanno negli slum a cercare altri bambini abbandonati, avvicinando i più timorosi attraverso il gioco che si trasforma poi in piccoli insegnamenti per affrontare la vita di tutti i giorni. Per esempio, imparare a fare i calcoli che serve ai bambini anche quando vendono piccoli oggetti per strada.
Seconda tappa è stata l’Intervita Jagriti School, dove viene fornita assistenza specializzata ai bambini nati con paralisi celebrale. Una tappa pesante emotivamente, ma alleggerita dal pensiero gioioso di poter incontrare, nella seconda parte della giornata, Pallavi, la bimba indiana che da tempo Ivan sostiene a distanza. È stato un incontro emozionante e Ivan, Pallavi e i suoi fratellini hanno riso e scherzato insieme in sella alle loro biciclette nuove, regalo del campione di ciclismo.
Ultima tappa lo Student Hotel di Panshet, un ostello che ospita cento bambini provenienti dalla zona di Velhe, isolata a causa della mancanza di strade e collegamenti. Disagio che costringe i bambini a percorrere ogni giorno 30 km a piedi per raggiungere la scuola più vicina. L’ostello, gestito da Intervita, ospita gli studenti gratuitamente permettendo loro di frequentare la scuola. Sempre a Panshet, Ivan è stato testimone dell’incredibile forza delle donne che si sono organizzate in gruppi di auto-aiuto dedicati alla produzione e alla vendita di ortaggi e piante per creare un fondo per le emergenze, come le spese per le cure mediche dei loro piccini. Qualcosa finalmente si muove. Intervita, insieme ai suoi sostenitori, regala al popolo indiano la forza e la speranza di guardare al futuro.