Viaggio in Cambogia. L'esperienza di Francesca Senette«Come spesso accade nella vita, è lo sguardo di chi c’è stato che ti invoglia e incoraggia a partire, il desiderio di vivere quella sensazione che ti sconvolge e ti muove qualcosa dentro», spiega Francesca Senette al rientro dal suo viaggio in Cambogia. Un viaggio che voleva fare da tempo per “toccare con mano” quello che fino ad allora aveva solo letto su libri e giornali. Ma il lavoro, gli impegni familiari e la piccola Alice - sua figlia - l’hanno sempre costretta a rinviare la partenza fino a quel fatidico giorno in cui finalmente è salita su quell’aereo per la Cambogia. «Pensavo di trovare più disperazione, più dolore e più squallore» continua a raccontarci Francesca. La Cambogia è un paese sì in difficoltà, ma che, grazie al prezioso aiuto di Intervita e delle altre ONG che lavorano al fianco delle organizzazioni locali, può lasciarsi alle spalle gli anni di terrore di Pol Pot e sperare in un futuro migliore. Uno dei momenti più commoventi del suo viaggio - ma anche della sua vita ci confessa - è stato l’incontro con i bambini nel centro di Battambang, un rifugio sicuro dove Intervita insieme ai cooperanti della ONG locale  KMR si prendono cura con amore e affetto dei minori vittime si sfruttamento sessuale. «Vedere la gioia, la speranza e la riconoscenza di tanti piccini è stato meraviglioso» spiega Francesca. Con il suo viaggio in Cambogia ha voluto testimoniare il lavoro di chi, con il contributo di tanti, si dà da fare laddove serve aiuto e lanciare un importante messaggio: «Un caffè al giorno è per noi una rinuncia piccina, ma può essere una grande occasione per chi con un dollaro al giorno sopravvive!».

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