Acqua bene comune

A oggi più di un miliardo e duecentomila persone non ha accesso all’acqua potabile, mentre oltre due miliardi e mezzo non può fruire di servizi igienico-sanitari. L’acqua infetta è la seconda causa di mortalità infantile (sotto i 5 anni) nel mondo. Infine, dove non vi è diritto di accesso all’acqua, non vi è sviluppo umano (culturale, economico, sociale), pari opportunità per uomini e donne, accesso al cibo e alla salute. Dove le risorse idriche permangono nelle mani di pochi, scoppiano conflitti armati e cresce  l’emigrazione forzata.
  
Da anni questo diritto è messo in discussione proprio nel nostro stesso Paese, in Italia. Recentemente, una legge dello Stato stabilisce che la gestione del servizio idrico (i nostri rubinetti, le nostre fognature) debba passare di fatto entro il 2013 interamente ai privati, che dunque stabilirebbero anche le tariffe e sarebbero autorizzati a tagliare il servizio. L’acqua è un bene prezioso e va certamente pagato, ma il minimo vitale (che l’Organizzazione Mondiale della Salute identifica in 50 litri di acqua potabile a testa al giorno) dovrebbe essere garantito a tutti, come la scuola e la salute (pubblici), in quanto diritto umano inalienabile.
  
Il Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua (rete apartitica ed aconfessionale estesissima e trasversale) ha lanciato la campagna referendaria nazionale “L’acqua non si vende! Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”. I tre quesiti referendari chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno reso e renderanno ulteriormente possibile la privatizzazione dell’acqua potabile in Italia.
 
Comincia così il percorso per la ripublicizzazione di questo diritto umano, che Intervita difende in Italia come nei Paesi in cui opera, essendo convinta che il ruolo di un’associazione sia la coerenza rispetto ai principi statutari che la contraddistinguono, a prescindere dai Paesi in cui si trova a intervenire.

La raccolta firme a favore del referendum ha avuto inizio ufficialmente lo scorso 25 aprile. L’obiettivo è raccogliere 750.000 firme entro e non oltre il 4 luglio. Finora ai banchetti allestiti da Intervita e dal Comitato Milanese Acqua ne sono state registrate circa 4.000.

 

Noi di Intervita (e con noi molte altre ONG e associazioni) sosteniamo la campagna. Siamo convinti, con il Forum Nazionale, che a tali coordinamenti debbano partecipare tutti coloro che condividono il principio universale che l’acqua è prima di tutto un diritto umano, patrimonio dell’umanità, la cui gestione non può che essere pubblica e partecipata.

 
Invitiamo dunque tutti i sostenitori di Intervita che condividono questi principi universali a:
 
1. Firmare a favore dei 3 quesiti referendari depositati dal Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua nei banchetti che troverete a partire dal 25 aprile nel vostro territorio o presso gli uffici comunali del vostro comune di residenza.

2. Coinvolgere tutti i parenti e i conoscenti, affinché a loro volta firmino e si facciano promotori della campagna.

3. Eventualmente, se le risorse di tempo e persone lo consentono, costituire gruppi e  organizzare banchetti per la raccolta firme nel proprio territorio, seguendo le istruzioni sotto riportate.

Chi facesse già parte di un’Associazione e fosse interessato ad aderire al costituendo comitato promotore nazionale, può fare riferimento alle
segreterie del Forum Nazionale
 

Poiché, come anticipato, la raccolta delle firme richiede un coordinamento almeno a livello provinciale (ma esistono anche coordinamenti regionali), per tutte le regioni e le relative provincie trovate i contatti utili
qui.
 

Infine, per quanto riguarda il materiale informativo (manifesti, banner, volantini… ), fate invece riferimento a
questa pagina.
 
 
L’obiettivo delle 500.000 firme è ambizioso è può essere raggiunto soltanto con il massimo di impegno e di coordinamento.

Per togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
 
Per restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
 
Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni…

 
  
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